Food design: strumento strategico per trasformare il racconto del cibo in esperienza, cultura e opportunità concreta di sviluppo per i territori. Tante riflessioni utili sono emerse dal workshop “A Scatola Aperta – Quando il Food Design genera valore” a cura del GAL Daunia Rurale 2020. Appuntamento nel weekend a Torremaggiore: il 2 maggio con “L’Oro nel piatto” e il 3 maggio con la Cerimonia di Premiazione del 18° Premio Regionale “L’Oro della Puglia” e del 7° Premio Regionale “L’Oro di Federico II”.
Cibo e design: due mondi apparentemente separati, eppure sempre più vicini. Non soltanto sul piano estetico, ma in una visione più ampia che mette insieme forma, struttura, equilibrio nutrizionale, sostenibilità e capacità di comunicare identità, valori e territorio. È stato questo il filo conduttore del workshop “A Scatola Aperta – Quando il Food Design genera valore”, svoltosi mercoledì 29 aprile nel Castello Ducale di Torremaggiore e curato dal GAL Daunia Rurale 2020, nell’ambito de “L’Oro della Puglia e di Federico II”, manifestazione organizzata dal Comune di Torremaggiore e da OLEA – Associazione Nazionale degli Assaggiatori di Olio di Oliva, con il sostegno di Regione Puglia e GAL Daunia Rurale 2020 e con l’organizzazione è a cura di One Eventi.
Il workshop ha visto la partecipazione di relatori di primo piano nel panorama nazionale e internazionale della comunicazione visiva, del branding e del packaging applicati al settore agroalimentare, offrendo una riflessione concreta su come il food design possa trasformarsi in leva di competitività, innovazione e valorizzazione territoriale.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali di Francesco Mele, consigliere delegato alla filiera agroalimentare del Comune di Torremaggiore, Paki Attanasio, consigliere del GAL Daunia Rurale 2020, e Stefano Crudele, responsabile comunicazione del GAL.
Tra gli ospiti Antonio Romano, presidente e founder di Inarea, uno dei massimi esponenti italiani del brand design (tra le sue realizzazioni ci sono il nuovo marchio e le nuove stazioni di servizio dell’Eni, così come la famosa “farfallina” della Rai, solo per citarne alcune), che ha inviato un contributo video definito dai presenti una vera e propria lezione di comunicazione. Ha inoltre apprezzato la scelta del nome per il marchio d’area “Daunia Rurale”, perché ha detto: «L’attributo rurale sta ad indicare una serie di valori che ancora oggi sono dimenticati dalla gran parte del pubblico. Nel 1950 la forza lavoro vocata all’agricoltura era costituita da quasi metà della forza attiva italiana, oggi questo valore non raggiunge il 4% come media nazionale, anche se in Puglia – che è la prima regione per la forza lavoro dedicata all’agricoltura – questo numero raggiunge l’8,4%. L’agricoltura vale per la regione Puglia il 20% del prodotto interno lordo totale». Ha poi aggiunto: «Dobbiamo considerare il territorio alla pari di un editore e tutti voi che siete dentro quel territorio, e che volete trasformare una convivenza in una capacità propositiva, siete gli autori. L’editore per poter vivere e sopravvivere ha bisogno degli autori, e gli autori senza l’editore non hanno la pubblicazione. E pubblicazione significa rendere pubblica una propria qualità».
A condividere in pieno il messaggio di Romano è stato Stefano Crudele: «È necessario che l’intero territorio, con tutte le sue componenti, faccia uno sforzo “autoriale” per presentarsi con le proprie individualità ma in uno spirito collettivo. Da questo punto di vista design e aziende agroalimentari, insieme a cultura e tradizione possono fare un gioco di squadra sinergico che porta sviluppo, conoscenza e turismo. Tutti fattori basilari nell’attività del GAL».
A offrire una visione scientifica e progettuale del tema è stata Nerina Di Nunzio, specialista in enogastronomia e food design, docente universitaria e fondatrice di Food Confidential. «Il food design è la progettazione degli atti alimentari, è quella parte del design che si prende cura della corretta e piacevole assunzione dei cibi in particolari contesti e per differenti fruitori. È importantissimo parlarne in Puglia, perché la territorialità è uno degli elementi centrali del food design. Il packaging ne fa pienamente parte: deve essere bello, funzionale e capace di raccontare l’identità del prodotto», ha spiegato Di Nunzio, che ha poi evidenziato il ruolo della sostenibilità, “tema non più rinviabile”, come elemento strutturale di una progettazione contemporanea capace di ottimizzare risorse e sviluppare packaging intelligenti e rispettosi dell’ambiente.
Di grande interesse anche gli interventi dedicati alle case history di successo nel mondo del food. In collegamento da Hong Kong, Gianluca Crudele, direttore creativo di Design Bridge & Partners, ha raccontato il progetto sviluppato per Agricola Dargenio, che ha portato al rilancio del brand “Padre” e alla nascita di “Figlia”, olio extravergine in edizione limitata che celebra il passaggio generazionale alla prima CEO donna dell’azienda, dando voce a una narrazione nuova nel mondo agricolo pugliese.
Franco Radoccia, founder di Dispenser Studio, ha ribadito l’importanza strategica dell’identità visiva per il posizionamento competitivo: e ha illustrato il lavoro messo in campo per realtà del territorio, in particolare BioOrto e Agridea Vallillo.
A confermare quanto il packaging sia determinante anche per l’accesso ai mercati internazionali, sono state le testimonianze di Mirko Conte, export manager di Bio Orto, e Gabriele Defronzo, responsabile vendite di Agridea Vallillo. «Il design nel settore agroalimentare è un veicolo fondamentale, una sorta di passaporto per aprirsi ai mercati esteri e nazionali, dando identità e valore al territorio. In questo caso, davvero, l’abito fa il monaco», ha sottolineato Defronzo.
Il workshop ha così confermato come il food design non sia un elemento accessorio, ma uno strumento strategico capace di trasformare il racconto del cibo in esperienza, cultura e opportunità concreta di sviluppo per i territori.
L’evento “L’Oro della Puglia e di Federico II” continuerà nel weekend: sabato 2 maggio il Castello Ducale ospiterà (alle ore 20.00) “L’Oro nel Piatto”, concorso gastronomico dedicato alla valorizzazione delle ricette della tradizione preparate da due Chef e dei prodotti locali, con particolare attenzione all’olio di Peranzana dell’Alta Daunia. Ci saranno, inoltre, banchi di degustazione di vini con i sommelier della delegazione Ais Foggia che proporranno le migliori aziende vinicole di Capitanata. La serata proseguirà in Piazza Di Sangro con spettacoli musicali e con il “Comedy Show” che vedrà protagonisti artisti della scena comica nazionale come Gino Fastidio, Nello Iorio, Mino Abbacuccio e Matteo Iorio.
A chiudere la manifestazione sarà, domenica 3 maggio sempre presso il Castello Ducale, la cerimonia di premiazione del 18° Premio Regionale “L’Oro della Puglia” e del 7° Premio Regionale “L’Oro di Federico II”, con la presentazione dei risultati dei concorsi e l’assegnazione dei riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio “La Peranzana d’Oro”. L’appuntamento è alle ore 10 per il Gran Galà di Premiazione a cui porteranno i saluti il Sindaco di Torremaggiore Emilio Di Pumpo e il Presidente dell’Associazione OLEA Renzo Ceccacci. Alle 11.00 ci sarà la Cerimonia di Premiazione – condotta dal Direttore di OLEA Giorgio Sorcinelli – con la presentazione dei risultati dei concorsi e assegnazione dei premi: 18° Premio “L’Oro della Puglia”, 7° Premio “L’Oro di Federico II” e Premio La Peranzana d’Oro.
La manifestazione è organizzata da Comune di Torremaggiore e OLEA – Associazione Nazionale degli Assaggiatori di Olio di Oliva e ideatrice del Premio, con il sostegno di Regione Puglia e Gal Daunia Rurale 2020, con la collaborazione dei Comuni di San Severo e San Paolo di Civitate, del Consorzio della Peranzana, dell’Associazione La Peranzana, del Distretto del Cibo della Daunia Rurale, dell’Op Peranzana Alta Daunia, degli Istituti Superiori “Fiani-Leccisotti” e Agrario “Di Sangro”, degli Istituti Comprensivi “Grimaldi” e “via Pietro Nenni”.
CARTELLA STAMPA – L’ORO DELLA PUGLIA E DI FEDERICO II 2026








